Il cloud per lo sviluppo digitale

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Il cloud computing, secondo la definizione di NIST, “è un modello per consentire l’accesso di rete onnipresente, conveniente e su richiesta a un pool condiviso di risorse di elaborazione configurabili (ad esempio, reti, server, archiviazione, applicazioni e servizi) che possono essere rapidamente forniti e rilasciati con uno sforzo di gestione minimo o interazione con il fornitore di servizi”.

Non è altro che una nuvola di dati e servizi, sempre accessibile da qualsiasi dispositivo e qualsiasi luogo; si parla quindi non in termini di acquisizione, bensì di fruizione.

Questo modello, che prende vita da uno sviluppo digitale, si è riversato nel mondo delle aziende ma non solo, anche in quello delle persone: la scoperta e l’uso delle informazioni, la condivisione dei propri interessi, la socializzazione dei percorsi di acquisto e molte altre abitudini sono cambiate grazie alle tecnologie e alla digitalizzazione.

Le aziende stanno sempre più puntando sul cloud poiché unisce due fattori oggi ritenuti fondamentali: l’efficienza e l’ottimizzazione delle risorse hardware e software e l’innovazione continua.

Secondo i dati dell’Osservatorio Cloud Transformation, il Cloud è visto come un alleato da più di tre aziende su quattro e viene considerato un elemento basilare per introdurre innovazioni che altrimenti sarebbero troppo onerose da realizzare in termini di tempi, costi e competenze. Nell’Unione Europea, nel 2018, il 26% delle imprese ha utilizzato software gestionali in cloud, la maggior parte per la ricezione di e-mail e per archiviare file in formato elettronico.

Inoltre, il 55% di queste aziende ha usufruito soprattutto di software di gestione del magazzino, fatturazione e software per la gestione delle relazioni con i clienti.

Non è solo un tema di innovazione tecnologica ma anche di flessibilità ideologica verso il cambiamento: per molte aziende il Cloud permette infatti di incrementare l’agilità e questo vuol dire garantire uno strato tecnologico che sia sempre aggiornato e al passo con i ritmi del mercato, che supporti al meglio lo sviluppo e il rilascio rapido di nuovi servizi e che permetta focalizzarsi sulle priorità funzionali al business dell’azienda. Fra gli altri vantaggi del cloud ritroviamo un abbattimento di costi, un guadagno di tempo e di risorse e una rapidità di sviluppo.

Per ben un terzo dei CIO italiani, non può esistere una vera digitalizzazione senza il sistema cloud; secondo lo studio IDG Cloud Computing Survey 2020, il 92% delle aziende italiane ha il proprio ambiente IT nel cloud e il 55% utilizza già più cloud pubblici.

Grazie alla rete e alle piattaforme cloud, le imprese possono collegare tra di loro macchinari, sensori e interfacce di controllo in un unico grande sistema industriale interconnesso. Si andrà a creare quindi una rete intelligente, che consente di automatizzare processi di routine e di ridurre fortemente la necessità di intervento da parte di persone in carne e ossa.

La notevole portata di benefici che seguono lo sfruttamento di un cloud ha portato ad un ulteriore salto di qualità di questo sistema: oggi parliamo di configurazioni di tipo ibrido e multicloud.

Rispetto ai tradizionali modelli di cloud, un sistema multicloud è caratterizzato dalla connessione di diverse soluzioni volte alla costruzione di un percorso costruito su misura, per sfruttarne i benefici in maniera ancora più dinamica e flessibile.

Un caso concreto di utilizzo di questo sistema da parte delle aziende è dato dalla collaborazione fra l’azienda di consulenza Noovle e Tim. In particolare, il gruppo di telefonia mobile ha acquisito la società esperta nel campo cloud per ampliare l’offerta di servizi innovativi di public e private cloud e per il miglioramento del servizio in diverse aree, come la fornitura di infrastrutture IT virtuali, lo smart-working, la customer experience e l’Intelligenza Artificiale.

“Il mondo è sempre più competitivo e globalizzato, e sia le aziende private che le Pubbliche Amministrazioni devono evolvere verso la semplificazione e usare la tecnologia come elemento centrale delle strategie di cambiamento.” – afferma Vannuzzi, co-founder del gruppo Noovle-.

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