Digital Transformation in ottica europea

Lo sviluppo in chiave digitale degli ultimi 20 anni ha portato l'Europa a rispondere con una trasformazione digitale, operando un'evoluzione totale che coinvolge non solo i processi lavorativi, ma l'intero modo di pensare.

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A seguito dell’innovazione digitale che sta investendo la società negli ultimi anni, siamo di fronte ad un cambiamento del paradigma di ogni aspetto dell’ambiente che ci circonda. Nessun settore viene meno, tutti sono sovrastati dalla portata di cambiamento e di rivoluzione che sta spingendo il mondo verso una nuova direzione, caratterizzato ora da automatismo e innovazione.

Cambiare la natura delle organizzazioni in prospettiva digitale significa cambiare il modo in cui esse operano, apportando cambiamenti al modo di pensare, ai processi lavorativi e alle strategie utilizzate. Questi rinnovi, indotti dall’uso di nuove tecnologie, sono descritti come Digital Transformation.

Ogni settore ormai deve necessariamente tenere il passo con le modernizzazioni, per non rischiare di rimanere indietro; l’ottimizzazione della customer experience, la flessibilità operativa e l’innovazione sono i tre principali driver della trasformazione digitale che portano a una ridefinizione del modello di business e delle forme dei processi digitali.

Questa innovazione ha comportato modifiche non solo sul piano operativo, ma anche un cambiamento culturale che ha costretto le organizzazioni e le aziende a ridefinire i loro obiettivi e il loro core business.

“Una Digital Agenda per l’Europa per velocizzare l’installazione di connessioni internet ad alta velocità

e sfruttare i benefici di un singolo digital market per i consumatori e le aziende”.

Così si legge nella strategia Europa 2020, documento in cui sono riassunte le principali direzioni che l’UE intende intraprendere nel futuro prossimo. L’Unione Europea non si è tirata indietro di fronte all’ondata di innovazione, infatti la Commissione Europea sta lavorando costantemente nell’ideazione di una strategia digitale.

Le parole chiave sono sviluppo, implementazione e diffusione: è questo quello che fa attualmente la differenza nella vita di ogni cittadino, e l’Europa si sta impegnando per far sì che l’economia sia predisposta come un unico forte mercato, dove qualunque azienda possa posizionarsi con in mano strumenti adatti e al passo con i tempi.

Si lavora costantemente per l’attuazione concreta di un Mercato Unico, con un progetto su larga scala per accrescere la competitività mondiale. Si agisce, in particolare, su tre linee di azione: una società aperta, democratica e sostenibile, una competitiva economia digitale e infine una innovazione tecnologica.

Il Parlamento si è mosso dal 1993 per l’ideazione di un Mercato unico per i consumatori e i cittadini. Il 26 maggio 2016 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sulla strategia adottata in cui si chiedeva un mercato più innovativo, più approfondito e più equo. Secondo la Commissione europea, “i benefici economici del mercato unico sono pari all’8,5% circa del PIL dell’Unione Europea. In particolare, tra il 2004 e il 2017 gli scambi di beni e servizi all’interno dell’UE sono aumentati dal 27% del PIL al 33%, anche se gli scambi di servizi rimangono più limitati e molto al di sotto del loro potenziale”.

Citando esempi italiani, Confindustria Emilia Romagna ha creato il CERR, una società per assistere le imprese sui temi della ricerca e innovazione, del trasferimento tecnologico e della trasformazione digitale. CERR ha il compito di affiancare le imprese sviluppando programmi personalizzati per la risoluzione di sfide tecnologiche, promuove la collaborazione, la diffusione di idee e la generazione di conoscenza in un’ottica di Open Innovation, guardando all’Europa come sentiero di riferimento. https://www.confind.emr.it/ricerca-e-innovazione

Sempre restando in Italia, il sito Fimap afferma che la digital transformation delle PMI è in ritardo: solo il 7% è andato oltre un primo livello di integrazione e sta iniziando ora ad ottimizzare i processi aziendali integrando strumenti di real time data.

Nonostante un digital divide ancora preponderante, si assiste a una connect life elevata: su 60 milioni di abitanti, 40 hanno accesso giornalmente al web; questo dato conferma la natura interattiva che il digital sta sempre più assumendo.

Il 9 giugno 2020 è stato emanato un decreto direttoriale che tratta della digital transformation in cui si stabiliscono i criteri e le modalità per la concessione ed erogazione delle agevolazioni, a favore della trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle micro, piccole e medie imprese, attraverso l’implementazione delle tecnologie abilitanti individuate nel Piano nazionale Impresa 4.0 e delle tecnologie relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera.

L’Italia sta quindi percorrendo, così come altri paesi, una lunga scalata per ottenere un avanzamento sul mercato mondiale. La trasformazione digitale comporterà benefici sulla crescita aziendale, sullo sviluppo di nuovi servizi e sulla soddisfazione dei clienti.

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